A cura di Mauro Bucci

Ogni anno a San Quirico si svolge la commemorazione dell’incontro tra Federico Barbarossa e i cardinali che gli aveva inviato il Papa Adriano IV, incontro in cui furono concordate le modalità per l’incoronazione del Barbarossa come Imperatore del Sacro Romano Impero.
Questo incontro, che viene festeggiato come avvenuto a San Quirico, avvenne invece sicuramente nella Rocca di Tentennano.
Federico Barbarossa si fermò a San Quirico ed attese i messi del papa, che nel frattempo era a Viterbo. Il papa gli mandò incontro tre cardinali, che lo trovarono come detto alla Rocca di Tintinniano sull’Orcia. Era il 1 giugno 1155.
Forse il Barbarossa si era mosso da San Quirico per incontrare i prelati in un luogo neutrale, ma ci può essere anche la possibilità che Federico non fosse stanziato a San Quirico in quanto paese ma nel suo territorio. Aveva un esercito numeroso che non poteva certo accamparsi in un centro abitato. Era fine maggio - inizio giugno e sia gli uomini che i cavalli avevano bisogno di molta acqua. Qualsiasi condottiero avrebbe disposto l’accampamento sulla riva dell’Orcia.
Altre fonti poi ci dicono che il Barbarossa abitava abitualmente in tenda come i suoi soldati. Per questo riteniamo che sia l’imperatore che l’esercito fossero nella piana sotto la Cardosa e che, per incontrare i cardinali più comodamente, egli fosse salito alla Rocca, che dominando tutta la zona, doveva essere il suo principale posto di guardia.
Alla Rocca i cardinali promisero a Federico la corona imperiale a patto che giurasse di mantenere il Papato in possesso di tutti i suoi beni; di abbattere a Roma il governo repubblicano; infine consegnasse nelle mani del Papa l’eretico Arnaldo da Brescia, che aveva sobillato Roma contro il papato ed aveva tolto momentaneamente il potere temporale dalle mani della chiesa.
Quest’ultima richiesta non costava nulla a Federico; ordinò ai Visconti di Campiglia, suoi vassalli, che gli recassero Arnaldo, e poiché tentennavano ad ubbidire, ne mise uno in prigione e, minacciandolo di morte, lo costrinse a consegnare l’eretico.
La consegna avvenne all’albergo delle Briccole (che era un ospizio allora gestito dai monaci dell’Eremo del Vivo, in Val d’Orcia) sulla Via Francigena, verso la metà di giugno dell’anno 1155.
Uno storico sostiene che Arnaldo venne consegnato direttamente ai tre cardinali, i quali se lo portarono a Viterbo dal papa, per poi consegnarlo al Prefetto di Roma per l’impiccagione.
Altri giustamente ritengono che Arnaldo fu subito condannato a morte ed impiccato da parte dell’esercito imperiale; forse proprio alle Briccole, perché il Papa non voleva coinvolgere ufficialmente la Chiesa nel misfatto.
Il suo corpo fu poi portato a Roma, bruciato e le sue ceneri sparse nel Tevere, per evitare che i suoi seguaci ne facessero delle reliquie.
Federico Barbarossa fu così incoronato imperatore in Roma.

 

Altro personaggio che condivise con Arnaldo da Brescia Le Briccole o, comunque, la Valdorcia, è San Francesco d’Assisi.
In un dipinto del Sassetta, si racconta un miracolo avvenuto a San Francesco nell’Aprile 1226. Il miracolo è conosciuto come il matrimonio con la povertà.
Al santo, che transitava per andare a curarsi gli occhi a Siena, apparve la Povertà sotto le vesti di una fanciulla che gli pose un anello al dito, simbolo del matrimonio con essa, e poi disparve nel cielo.
Nel dipinto si vedono benissimo l’Amiata con lo Zoccolino, Campiglia, Castiglione e Rocca e Vignoni. La porta sulla destra del dipinto è una licenza del pittore; infatti chi la ritiene una porta di San Quirico non tiene conto che da quel paese non si vedono Vignoni e Bagno Vignoni, mentre la prospettiva è quella che si vede dai poggi della Commenda, dove la Via Francigena saliva dopo l’attraversamento dell’Orcia. Comunque il miracolo è sicuramente collocato lungo la Francigena. Tommaso da Celano, confratello e biografo di San Francesco, dice testualmente che avvenne a "Rocca Campiglia" per cui si pensa proprio alle Briccole, estensione sulla strada del territorio di Campiglia.
È una strana coincidenza che Francesco sposi la Povertà proprio dove Arnaldo, il frugale, il mendicante, il fustigatore della ricchezza del clero fu ospitato, catturato e forse ucciso?
Si può ragionevolmente pensare che il biografo del Santo, o altri francescani che hanno raccontato questo miracolo, abbiano voluto simbolicamente riconoscere l’insegnamento di Arnaldo da Brescia, la sua influenza sul messaggio di Povertà diffuso nella chiesa dal loro Ordine.
Per chi, invece, crede nei miracoli si potrebbe addirittura cogliere in questo fatto un disegno superiore e cioè la Giustizia Divina che ripara gli errori dei suoi rappresentanti sulla Terra.