A cura di Mauro Bucci

L’ultimo grande signore della Rocca fu Niccolò di Cione di Sandro Salimbeni detto Cocco. Egli cercò di allearsi con le forze che potevano consentirgli di sconfiggere la Repubblica senese e di prenderne il controllo come signore assoluto.

Uno dei suoi potenti alleati fu un certo Giacomo Attendolo. Era un soldataccio, uno di quelli che sono chiamati capitani di ventura. Per la sua relativa altezza lo chiamavano Giacomuzzo o Muzio, mentre il suo soprannome, dovuto alla prepotenza con cui si comportava, era Sforza.

 

Nell’anno 1409 Cocco gli fece sposare sua figlia Antonia che gli portò in dote i castelli della Ripa d’Orcia e di Vignoni. Muzio Attendolo Sforza non era nobile ma aveva il potere delle armi, quelle che servivano a Cocco per sconfiggere Siena. Il matrimonio fu il trampolino di lancio per realizzare la sua aspirazione, trasformarsi da rude soldataccio, figlio di contadini, in un grande e potente signore. Si trasferì e diventò signore della Ripa, servito e riverito.

Nel 1411 ebbe un figlio da Antonia, ma sua moglie probabilmente morì di parto, perché il suo decesso risulta proprio nel 1411. Il figlio Bosio si aggiunse a quelli che già aveva avuto in precedenza da donne del popolo, ivi compreso Francesco, che era nato nel 1401 e che, quindi, da quando aveva 8 anni venne a vivere in Val d’Orcia.

 

Ma Muzio Attendolo Sforza non era tipo da pantofole. La guerra era la sua professione; dopo qualche anno, forse già nel 1414, abbandonò al suo destino il suocero e se ne andò con i suoi soldati al soldo del regno di Napoli.

Qualche tempo dopo, nel 1423, durante una spedizione in Abruzzo, si trovò ad attraversare il fiume Pescara. Trovarono un guado ma il fiume si era molto ingrossato. Muzio, che era un prepotente ma non mancava di coraggio, decise di attraversare il fiume da solo per dare l’esempio. Mentre era in mezzo al fiume il suo cavallo, di cui è noto il nome, Scalzamacca, rinculò e scivolò sul fondo viscido, caddero insieme. Lo Sforza fu sbalzato di sella e, appesantito dall’armatura, affondò trascinato dalle acque; il cavallo si salvò.

Sembra che il suo cadavere non venne mai ritrovato.

Il suo posto al comando della compagnia di ventura venne preso dal figlio Francesco che fece una carriera molto più prestigiosa di quella del padre. Infatti, continuando la stessa politica di sposarsi con donne di famiglie nobili, riuscì a diventare addirittura Duca di Milano ed a fondare la dinastia degli Sforza, di cui il rappresentante più famoso fu suo figlio Ludovico il Moro. Famoso perché signore di Milano ma soprattutto perché ingaggiò addirittura Leonardo Da Vinci.